Prima della Prima 2014-2015

Le nozze di Figaro - Prima della prima del 16/05/2015

  • Durata:00:30:23
  • Andato in onda:16/05/2015
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Prima della Prima di Rosaria Bronzetti racconta, dal teatro Regio di Torino, il dietro le quinte de Le Nozze di Figaro. L’opera, musicata da Mozart all’età di 29 anni, ebbe unsuccesso straordinario fin dalle prime esecuzioni del 1786. Il libretto di Da Ponte, tratto dalla commedia di Beaumarchais La folle journée, ou le mariagede Figaro - che suscitò clamori e scandali per le rivendicazioni contro l’aristocrazia e il clero - sublima gli accenti politici conferendo alla vicenda la profondità psicologica di un’appassionante commedia umana. Motivo scatenante è la ricerca dell’amore e della felicità che accomuna con modi e percorsi diversi tutti i personaggi: Susanna e Figaro cercano di fugare qualsiasi intralcio al loro imminente matrimonio, mentre la Contessa vuol recuperare le attenzioni del marito, in verità molto più interessato a conquistare Susanna, la sua giovane e stuzzicante cameriera mentre, il paggio Cherubino, è il paradigma dell’adolescente che straripa di amore ma non sa ancora a chi rivolgerlo. Sul podio il maestroYutaka Sado, la regia è di Elena Barbalich. Vito Priante interpreta il Conted’Almaviva mentre, Carmela Remigio, dà voce alla Contessa, personaggio al quale Mozart ha affidato i momenti più sublimi dell’opera. Mirco Palazzi, nei panni dell’astuto e scaltro Figaro, Ekaterina Bakanovain quelli di Susanna, Paola Gardina Cherubino. E’ stato molto importante per me - racconta la regista Elena Barbalich ai microfoni di “Prima della Prima” – allestire questo spettacolo tenendo presente la grande utopia sociale tracciata da Mozart e da Da Ponte ne “Le nozze di Figaro”. Se per tutto l’arco dell’opera si avverte con forza la violenza del conflitto tra servi e padroni, alla fine, dopo il perdono del Conte, sembra accadere un miracolo di conciliazione tra tutti i personaggi. Per un istante non esistono più ricchi e poveri. E’ così che Mozart e Da Ponte realizzarono, secondo me, la loro utopia sociale

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